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HANNO DETTO

Visualizza la sezione del sito dedicata alle testimonianze "in due parole" di alcuni dei protagonisti del progetto.


Il territorio della Tuscia all’avanguardia nella solidarietà

Antonio Bellavia   Ambasciatore d’Italia in Camerun

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Reportage a firma Ardelio Loppi, Corriere di Viterbo 23/12/2007

Il gemellaggio tra il Comune di Vasanello e quello di Dschang si sta rivelando il motore di una cooperazione in grado di coinvolgere tutto il Viterbese e di investire settori che vanno ben al di là dell’assistenza umanitaria. Quest’ultima non va tuttavia trascurata e mi fa piacere ricordare che la generosità e l’impegno dell’Amministrazione comunale di Vasanello ha permesso, tra l’altro, la costruzione di otto pozzi, il dono di una ambulanza, il contributo per la realizzazione di aule scolastiche, il dono di libri e di materiale informatico al Centro Universitario Italiano. Tutte iniziative concrete e, come ho potuto verificare personalmente, fortemente apprezzate dalle popolazioni e dalle autorità locali.
Oggi, vi é la possibilità di un salto di qualità. Il Camerun e l’area di Dschang chiedono di approfondire la collaborazione in corso e di estenderla ad altre iniziative, in primo luogo economiche e culturali ed il Viterbese può rispondere positivamente a tali richieste.
Il Ministro dell’Agricoltura, che ha visitato recentemente l’Italia ed ha incontrato il Ministro De Castro, vuole modernizzare l’agricoltura, favorendone la meccanizzazione e sviluppando in primo luogo le attività di conservazione e di trasformazione dei prodotti. Altri spazi interessanti possono aprirsi nel settore della ceramica per l’edilizia, dove le argille camerunesi possono costituire la base per processi produttivi locali, in grado di favorire il trasferimento di tecnologie e l’aumento delle capacità produttive camerunesi creando occupazione e migliorando la situazione abitativa.
Vi é, infine, la cooperazione universitaria, a partire dagli accordi che già ora legano l’Università di Viterbo e quella di Dschang. In tale quadro, iniziative di formazione e di scambio a cominciare dal settore dell’Agraria rivestono importanza prioritaria.
Lascio per ultime, ma non in ordine di importanza, le possibili cooperazioni nel campo culturale, che trovano nella simpatia che unisce il popolo camerunese a quello italiano e nel comune amore per il calcio una base sicura. Un’agenda impegnativa ma allo stesso tempo stimolante, che può collocare Viterbo ed il Viterbese all’avanguardia nella cooperazione con il Camerun, a cui certamente non farò mancare il mio sostegno.


Viterbo rappresenta un valido esempio di solidarietà

Giancarlo Gabbianelli   Sindaco di Viterbo

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Reportage a firma Ardelio Loppi, Corriere di Viterbo 23/12/2007

Le relazioni tra i popoli, e le politiche di sostegno verso le aree più bisognose, crescono e si sviluppano grazie alla volontà  e l'impegno quotidiano di persone che dedicano al prossimo energie e risorse. Viterbo, da questo punto di vista, rappresenta un valido esempio di sensibilità e spirito di donazione. A dirlo non siamo noi, ma i tanti progetti che in questi anni hanno associato il nostro nome ad importanti iniziative di solidarietà, che hanno contribuito a donarle il meritato appellativo di “Città solidale”. Ora è il momento di Dschang, città del Camerun che abbiamo conosciuto grazie all'impegno degli amministratori del Comune di Vasanello. Era il 2004, infatti, quando abbiamo avuto l'onore di ospitare a Palazzo dei Priori le più importanti autorità locali della città camerunense, visita ripetuta poi nel 2006. In quelle occasioni, aderimmo ad un progetto di cooperazione internazionale che avrebbe dato vita ad un percorso  che oggi comincia a dare i suoi preziosi frutti. Oltre al sostentamento - necessario quando si parla di aree particolarmente bisognose del nostro pianeta - il progetto in questione abbraccia altri aspetti della nostra società, come la ricerca scientifica, la cultura e l'economia. Stiamo lavorando affinché anche lo sport rientri nel programma, magari tramite la realizzazione di manifestazioni che possano rappresentare delle preziose opportunità di crescita reciproca. E' un progetto importante, che  Viterbo saluta con grande entusiasmo e partecipazione, all'insegna dell'amicizia, della solidarietà ed il rispetto tra i popoli.


“Stiamo lavorando con l’Università di Dschang”

Stefano Grego   Prorettore Università della Tuscia

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Reportage a firma Ardelio Loppi, Corriere di Viterbo 23/12/2007

La collaborazione siglata nel 2005 tra l’Università della Tuscia e quella di Dschang in Camerun sta progredendo in maniera soddisfacente. Più volte una missione al massimo livello ha visitato l’Università di Viterbo creando negli anni un legame molto solido tra i due istituti universitari. L’ultima visita è stata lo scorso novembre del professor Jean Ngoune, docente di chimica, che ha avuto incontri con docenti della Facoltà di Agraria. L’ho accolto personalmente insieme alla professoressa Manuela Romagnoli, docente di tecnologie del legno. Lo scambio scientifico tra i due Atenei è rivolto alla conservazione delle identità culturali, della lingua e dell’agricoltura tipica di quel paese africano. Il progetto che si sta portando avanti mira alla conservazione degli aspetti sociali del Camerun e dei paesi confinanti all’insegna dello sviluppo sostenibile e nel rispetto dell’ambiente. Le due Università inoltre stanno lavorando per individuare possibili aree di attività comune e per attivare fondi a livello europeo che sostengano il progetto. In quest’ottica il recente incontro, a Roma, tra il ministro dell’agricoltura italiano De Castro e del Camerun Nkuete, entrambi favorevoli ad un progetto di cooperazione, ha reso ancora più forte il già consolidato rapporto tra i due atenei. Importante è risultato inoltre il recente viaggio, a Dschang di Antonio Porri, vicesindaco di Vasanello (gemellato con la città africana dal 2003) e dipendente dell’Università della Tuscia. Il Sig. Porri è stato ricevuto dall’ambasciatore italiano a Yaundé, Antonio Bellavia, che ha garantito il suo sostegno alle iniziative messe in campo nell’ambito della cooperazione esistente tra il territorio della Tuscia e quello di Dschang. Importanti sono stati anche gli incontri che Porri ha avuto con il ministro dell’agricoltura Nkuete, con il sindaco e il prefetto di Dschang, nonché con il rettore dell’Università.


“Ringrazio tutti coloro che stanno contribuendo al progetto”

Antonio Porri   Vicesindaco di Vasanello

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Reportage a firma Ardelio Loppi, Corriere di Viterbo 23/12/2007

La semina è stata fruttuosa. E’ questo il pensiero che ho in testa da quando sono ritornato dal Camerun. Un ennesimo viaggio che ha visto la comunità di Vasanello, da me rappresentata, presente in Africa per aiutare popolazioni dignitose ma ancora bisognose della disponibilità del mondo cosiddetto civilizzato. Fin dai primi viaggi ho colto la necessità di un popolo semplice ma desideroso di emergere, semplice ma al tempo stesso padrone di una forte volontà di scolarizzazione e di disponibilità nei confronti di chi cercava di aiutarlo. Dalla visita minuziosa dell’intero territorio di Dschang, (260mila abitanti), sono nati i progetti dei pozzi d’acqua, la donazione di un’ambulanza, gli aiuti ai bambini sieropositivi, la creazione di aule scolastiche, la donazione di libri per l’insegnamento dell’Italiano all’Università di Dschang, la donazione da parte dei cittadini di Vasanello, e dei miei colleghi dell’Università della Tuscia di indumenti e materiale di cancelleria per i bambini. Una semina fruttuosa in quanto un piccolo comune come Vasanello è riuscito a coinvolgere altri enti, cittadini e imprenditori privati, che insieme stanno mettendo in piedi progetti immediatamente realizzabili sul posto. Un sentito ringraziamento va a chi fino ad oggi ha contribuito a queste iniziative: la Croce Rossa Italiana, la Provincia di Viterbo, l’Università della Tuscia, il Comune di Viterbo, il Policlinico Umberto I, la Ceramica Galassia di Corchiano, la Edil Fazioli di Vasanello, la Det Gode Liv Italia di Vasanello, la Onlus Paola Pesci, la Caritas di Vasanello e la Classe del 1977; con l’augurio che finalmente possa contribuire anche la Regione Lazio. Una semina fruttuosa, quindi, che promette anche un buon raccolto vista la disponibilità dell’ambasciatore italiano in Camerun, Antonio Bellavia, ad intensificare gli scambi culturali ed economici da cui potrebbero ricevere benefici sia imprenditori del viterbese sia le popolazioni africane nel miglioramento della loro qualità della vita. In quest’ottica, l’amministrazione ha presentato in questi giorni alla Regione Lazio un progetto, denominato “Identità viaggianti: dal materiale al simbolo”, che si prefigge la realizzazione di un museo itinerante finalizzato alla diffusione della cultura africana.


Mingha, un progetto che tutela i nasciruri dall’Hiv

Fiore Traditi   Dipartimento Malattie Infettive e Tropicali “La Sapienza”

Gianluca Russo  Presidente Mingha Africa Onlus

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Reportage a firma Ardelio Loppi, Corriere di Viterbo 03/01/2010 - Cronos anno III n° 1 gennaio 2010

L’infezione da Hiv rappresenta un fardello enorme per la salute delle popolazioni e lo sviluppo dei Paesi dell’Africa sub-sahariana. Il progetto “Mingha” (in lingua yemba “il mio bambino”) ha come obiettivo primario quello di facilitare la prevenzione della trasmissione materno-infantile di Hiv nelle zone rurali dei Paesi a risorse limitate attraverso un modello di azione condiviso, semplice, sicuro, socialmente sostenibile, imitabile. Il Progetto è attivo dal 2003 nella zona di Dschang grazie all’iniziativa del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Mingha Africa Onlus, l’associazione locale Pipad (Projet Intégré pour la Promotion de l’Auto-Développement), il Distretto Sanitario di Dschang. In Camerun l’assistenza sanitaria è a totale pagamento diretto per il malato; inoltre, considerata la carenza di personale medico (uno ogni 12.500 abitanti) che, peraltro, tende a concentrarsi negli ospedali degli insediamenti urbani, l'assistenza sanitaria sul resto del territorio è erogata solo da infermieri che gestiscono i “centre de santé”, invariabilmente privi di strumentazione medica di base e cronicamente carenti in medicinali. Il contesto sanitario è dunque realmente difficile e le statistiche sanitarie ne sono una diretta conseguenza (mortalità infantile 154/1.000, speranza di vita alla nascita 50 anni, sieroprevalenza per infezione da Hiv 5,5%, etc.). In tale contesto l’azione promossa dal Progetto “Mingha” rappresenta il tentativo di dimostrare che qualcosa contro l’infezione da Hiv si può fare. Grazie all’azione del progetto oltre 10mila donne in gravidanza hanno avuto un corretto accesso al test con una prevalenza di positività in discesa (7,2% nel 2003, 3,5% nel 2008). Il rischio di trasmissione di Hiv da madre a bambino in assenza di interventi è del 50%; il 94% delle madri positive di “Mingha” ha dato alla luce un bambino sano. Inoltre, grazie alla collaborazione del Comune di Vasanello e della Croce Rossa Italiana, è stata messa a disposizione del Distretto Sanitario di Dschang un’ambulanza. I risultati sinora conseguiti sono significativi ma possono e devono essere ancora migliorati affinché il futuro delle madri e dei nascituri sia una promessa e non una condanna.


Va superata la barriera del pregiudizio

Marcello Arduini   Antropologo responsabile del progetto

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Reportage a firma Ardelio Loppi, Corriere di Viterbo 03/01/2010 - Cronos anno III n° 1 gennaio 2010

L’Antropologia Culturale sembra essere una delle discipline più adatte a indagare e restituire le tante sfaccettature di un paese come il Camerun, visto che essa studia per definizione i fatti culturali dei popoli ed ha, sin dal XIX secolo, espresso le sue basi scientifiche perfezionatesi nel secolo successivo. Occorre però fare attenzione ad evitare superficialità e distorsioni dovute ad antichi pregiudizi, ereditati, magari anche inconsapevolmente, da ideologie coloniali. I dati dell’antropologia sono frutto di un minuzioso lavoro di ricerca sul campo, un lavoro volto a produrre documenti e materiali da sottoporre a verifica e da cui far scaturire analisi e sintesi. Bisogna allora essere in grado di osservare, ascoltare, interpretare il concerto di voci provenienti dall’interno della cultura studiata, armonizzando e valorizzando la pluralità dei contributi e dei punti di vista relativi ad aspetti e contesti diversi, interconnessi come a formare un mosaico. In questo senso l’antropologia è una disciplina che costruisce i suoi dati interpretandoli soprattutto all’interno di momenti di condivisione e di dialogo. Questa impostazione ha prodotto studi di ampio respiro e ricerche profonde, consentendo agli studiosi un’analisi olistica delle società studiate. Elemento di metodo a mio avviso centrale è quello che prevede l’individuazione, l’analisi e la presentazione delle differenze e delle similarità. Le culture sono tante e incredibilmente varie, ma sono anche riconducibili ad elementi comuni. Lo sforzo è di trasmettere agli studenti italiani forme di conoscenza che suscitino sia curiosità per le differenze, che interesse per i tratti comuni. Andrà dunque evidenziato da un lato ciò che distingue e dall’altro ciò che accomuna. Il particolare e l’universale dell’esperienza umana. Parole-chiave di questa originale operazione vasanellese (unica in Italia): conoscenza, integrazione, reciprocità, solidarietà, superamento delle barriere e dei pregiudizi, ricerca, cooperazione. Queste le principali finalità, da cui possono nascere proficue prospettive di interscambio non solo culturale.


Vasanello e Dschang sempre più vicine

Antonio Porri   Sindaco di Vasanello

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Reportage a firma Ardelio Loppi, Corriere di Viterbo 03/01/2010 - Cronos anno III n° 1 gennaio 2010

Grazie al finanziamento concesso dalla Regione Lazio per il “Centro espositivo documentale della cultura camerunense - intercultura scolastica” le realtà comunali, già gemellate, di Vasanello e Dschang hanno ulteriormente accorciato la loro distanza geografica. Il Centro che sarà realizzato a Vasanello prevede infatti l’esposizione di materiale significativo della cultura, delle tradizioni e della vita quotidiana del Camerun; con la possibilità, anche tramite internet, di interagire e sviluppare scambi culturali, turistici ed economici. Il Centro sarà a disposizione delle scuole del Lazio, con inoltre la possibilità di trasformarlo in itinerante. Questo è stato l’obiettivo dell’ultimo viaggio della delegazione del comune di Vasanello in Camerun. Giorni di intenso lavoro dedicati a ricerca, acquisto di materiali e documentazione delle tradizioni di questo straordinario paese; ore e ore di interviste e riprese audiovisive che andranno ad implementare il Centro con documentari tematici. Un sentito ringraziamento va per questo ai miei compagni di viaggio, al professor Marcello Arduini per il supporto scientifico all’intero progetto e ad Ardelio Loppi per le riprese documentali ed il presente reportage. È stata inoltre colta l’occasione per rinforzare i rapporti con il comune di Dschang attraverso la firma di un nuovo atto di gemellaggio; per intervenire ad un seminario realizzato dall’associazione Mingha Africa e dal Policlinico Umberto I di Roma nell’ambito di un progetto di lotta all’Aids finanziato dal comune di Roma; per verificare il buon andamento dei progetti realizzati e la funzionalità dell’ambulanza della Croce Rossa donata nel 2007; per visitare la scuola presso la chefferie di Fotò di Re Momo I realizzata anche con il contributo della Onlus Paola Pesci. A questo proposito voglio segnalare che entro marzo 2010 è in programma l’invio di un altro container, chi fosse interessato può contattare il comune di Vasanello o il sito www.comune.vasanello.vt.it (sono graditi vestiario nuovo o in buono stato, cancelleria per le scuole, giocattoli, computer usati etc.).

 

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